Banner Torrossa

Il romanzo storico Matilde di Canossa e Iolanda di Groninga di Antonio Bresciani

Orvieto Paolo
Articolo Immagine
Rivista:
Matildica
Anno:
2020
Numero:
III
Fascicolo:
MATILDICA III-2020

Acquisto digitale

Acquista:

€ 14.00

Dopo un inquadramento storico della personalità e delle opere principali del gesuita Antonio Bresciani Borsa (1798-1862), «scrittore “organico” al potere papalino e prezzolato, ma anche, come ogni gesuita che si rispetti, di vastissima cultura», si analizza l’opera su Matilde di Canossa evidenziandone lo scopo fondamentale che non è solo e tanto quello di celebrare Matilde, ma soprattutto quello di disegnare per i lettori una galleria storica di grandi combattenti per la Chiesa, di papi e sostenitori della sua autorità e del suo potere temporale, tra i quali Gregorio VII risultava attualissimo perché affermava la supremazia della Chiesa di Roma sulle altre chiese e su ogni potere laico. Nella lettura interna al romanzo si evidenziano altresì i caratteri di letteratura “popolare” nell’intreccio tra figure storiche e personaggi d’invenzione, come Iolanda di Groninga, perseguitata dall’assatanato, potente, crudele ed erotomane cattivo Odocardo figlio del marchese di Brunn, la zingara Swatiza, o il diavolo Arachiel. Il romanzo si conclude con un’affermazione programmatica del neoguelfismo di cui Bresciani era paladino: «Noi amiamo l’Italia, ma la vorremmo costumata, gentile, dotta, operosa e sovrattutto cattolica ed ossequente alla santa sede, madre e maestra dei veri credenti.» 

Parole chiave: Besciani Borsa Antonio, Risorgimento Italiano, Romanzo storico.


The Historical Novel Mathilda of Canossa, and Yoland of Groningen by Antonio Bresciani


After framing historically the personality and main works of the Jesuit Antonio Bresciani Borsa (1798-1862), “a writer “organico”, close, favourable and dependant to Papal power, but also, like every self-respecting Jesuit, of vast culture”, the novel that deals with Mathilda of Canossa (published in English by D. & J. Sadlier, New York, 1885, trans. by Anna Theresa Sadlier) analyzed, highlighting its fundamental aim, that is not only to celebrate the countess, but above all to entice its readers with a historical gallery of great fighters in favor of the Church, of popes and supporters of its authority and temporal power, among whom Gregory VII was an exemplary figure because he affirmed the supremacy of the Church of Rome over the other churches and above secular power. A close reading of the novel reveals how much the characters are indebted to “popular” literature in the interweaving of historical and fictional figures, such as Yoland of Groningen, persecuted by the devilish, powerful, cruel, and perverted villain, Odocardo, son of the Marquis of Brunn, the Gypsy Swatiza, or the devil Arachiel. The novel ends with a declaration of Neo-Guelphism, a political program which Bresciani upheld: “We love Italy, but we’d like her to be modest, kind, gentle, learned, industrious, but above all catholic and respectful of the holy see, mother and teacher of true believers.” 

Keywords: Antonio Bresciani Borsa, Italian Risorgimento/Unification, Historical Novel.